Società elettronica

La caratteristica fondamentale che distinse l’uomo preistorico dalle altre specie animali fu la capacità di comunicare, attraverso un codice comune, agli altri individui della stessa specie. Mediante l’uso della parola gli uomini primitivi si potevano coordinare efficacemente per cacciare in modo migliore. Il linguaggio, unito a danze e musiche, aveva la funzione di aumentare la coesione all’interno del gruppo.

Il passaggio tra preistoria a storia è convezionalmente indicato dalla data dei primi ritrovamenti di incisioni. La scrittura consentiva di fissare in modo preciso leggi, portando la popolazione a conoscerle e creando una prima forma di civiltà.

Per molto tempo la cultura venne affidata ai manoscritti, che venivano trascritti dai monaci amanuensi e gelosamente custoditi nelle biblioteche dei monasteri. Il carattere elitario di questa cultura era garantito principalmente da due fattori: l’elevato costo dei volumi, e l’incapacità di leggere di gran parte della popolazione.

Grazie a Gutemberg, nel 1450, avvenne una importante innovazione nell’ambito della copia dei libri. Attraverso la stampa a caratteri mobili, i libri potevano essere riprodotti in modo più efficace e rapido, abbassando conseguentemente il costo dei vari volumi. Era iniziata un’era nella quale la cultura diventava accessibile potenzialmente a tutti.
Con l’avvento dei quotidiani fu compiuto un altro passo importante; notizie “fresche di stampa” erano accessibili ad un costo molto limitato.
La comunicazione tra due persone distanti avveniva, fino a metà Ottocento, tramite le lettere, che divennero sempre meno utilizzate con l’avvento del telegrafo e del telefono, che consentivano una comunicazione rapidissima tra due persone anche molto distanti. Il passaggio dalla cultura elitaria a quella di massa, avvenne anche grazie alla radio, che consentiva alla popolazione di tenersi aggiornata sulle novità in tempo reale; tuttavia è con la televisione che avviene una vera e propria rivoluzione.

L’unione di immagini ai suoni consentiva nuove forme di intrattenimento. “Nella televisione il vedere prevale sul parlare, nel senso che la voce in campo, o di un parlante, è secondaria, sta in funzione dell’immagine, dice G.Sartori nell’opera dal titolo emblematico “Homo videns” (G.Sartori, “Homo videns”, Laterza Bari 1997).
Il rischio della diffusione indiscriminata delle informazioni è quello di decretare un impoverimento della cultura, al posto di favorirne l’incremento qualitativo.

Un altro fattore di fondamentale importanza nella storia della comunicazione è stato l’avvento del web, che all’inizio si configurava come trasmissione unidirezionale di informazioni, fornite da poche persone che possedevano le competenze tecniche per creare una pagina web.
con l’avvento del web 2.0 si è aperta una nuova era dell’informazione tecnologica. L’utente non si trova più a svolgere un ruolo passivo, in cui in un certo senso subisce l’informazione. Egli stesso, e in modo semplice, può commentare le opinioni altrui, discutere in un forum e aprire il proprio blog senza possedere alcun requisito tecnico.

Quello che caratterizza questa era di Internet è che tutti possano fare informazione, tenersi in contatto con centinaia di persone simultaneamente. Il web 2.0 è stata la prima risorsa tecnologica a garantire una interattività bidirezionale. Attraverso sistemi come wikipedia chiunque può modificare una voce enciclopedica e il sapere è accessibile a tutti.
Questa diffusione capillare di informazioni ha dei pregi e dei difetti.
Se da un lato è un sistema estremamente democratico e chiunque sia in possesso di una buona idea può emergere e farsi conoscere dal pubblico, questa vastissima mole di informazioni, unita alla possibilità data a tutti di parteciparvi, rischia di causare o favorire una regressione culturale che offuschi gli interventi autorevoli.

Il mare “magnum” di Internet rischia di divenire sempre più vasto ma, allo stesso tempo, sempre più povero. Il numero di pagine web è aumentato, da poche centinaia di migliaia del web 1.0, ai miliardi odierni.
Non è, pertanto, la quantità di informazioni ad essere in pericolo, quanto la qualità delle stesse.
Alcuni ricercatori stano lavorando ad un sistema che consenta la lettura degli e-book, e che non prevede un display retroilluminato, per non stancare la vista e simulare la lettura su carta.
Secondo Fabio Falzea “saranno il più grosso fattore di accelerazione della cultura dopo Gutemberg” (L.Simoncelli, “Tuttoscienze”, 23 Febbraio 2000); tuttavia dovrà passare almeno un’altra generazione prima che il piacere di leggere un libro venga soppiantato da un display.

La rete negli ultimi anni ha dimostrato di sapersi evolvere in modo estremamente rapido, quindi è difficile prevedere come sarà la comunicazione tra un decennio. Quel che è probabile è che saremo in contatto con un numero sempre maggiore di persone.

Speriamo che questo non comporti l’abolizione di una vita reale oltre a quella della carta stampata.

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