Odiose convenzioni sociali

Quanto spesso venite additati perché diversi, perché non vi comportate come gli altri?

A me ultimamente accade sempre più spesso. E il problema è che quello che gli altri avvertono come strano e insolito, per me è assolutamente normale.

Chiariamoci, non stiamo parlando di ascoltare musica heavy metal, andare in giro per la città ad esprimere la propria arte come writer, frequentare strane compagnie o cose del genere.
Parliamo di preferire stare a casa invece di venire sommersi dalla folla armata di bombolette spray in una domenica di carnevale.

Se non ritenessi di essere normale, probabilmente non scriverei in un blog, e sicuramente non l’avrei ottimizzato per tutti i motori di ricerca (questo deriva un po’ dalla mia mania di perfezione informatica, ma è un altro discorso..)
Io vorrei sapere chi decreta che la domenica di carnevale bisogna uscire, che bisogna prendere 100 all’università, chi obbliga a vestirsi a modo, chi non ci consente di augurare buon appetito e di fare la scarpetta al piatto quando siamo seduti a tavola.

Sono convenzioni sociali. Dannatissime convenzioni sociali.

Uno non è più libero di ascoltare musica “antica”, cioè che ha fatto la storia, perché non è normale.

Ma con che diritto una cosa può essere definita normale o meno?
Chi da la certezza assoluta e irrevocabile che non stiamo sbagliando? La fede, mi verrebbe da dire..se non fosse che non ci credo.

Ecco, altro exemplum topico: a natale si va a messa. E chi lo dice? Che cos’ha un giorno su 365, quando non ci sono le olimpiadi, diverso dagli altri?
Perché devo comportarmi in modo diverso? Perché non possiamo mangiare sempre con il servizio di piatti migliore, con j flute, con le posate d’argento?

Cosa stiamo aspettando? Un evento speciale per rendere “sensati” tanti, troppi giorni privi di vita. Di vera vita.

Non esco mai a prendere aria? Pazienza. Il mio mondo vive in me. A volte basta leggere un libro per entrare a far parte di un mondo tutto nuovo. Per questo vorrei scrivere un libro.

Le nostre idee sono le uniche cose che nessuno può toglierci.

E, alla fine di questo lungo post, mi convinco ad oltranza che non faccio nulla di male a vivere una vita tranquilla e serena.
Non sono un don Abbondio, prendo posizione e lotto quando ne vale la pena. Quando c’è qualcosa per cui lottare.

Io vivo per la libertà di volare.

E tu, che sei arrivato alla fine di questo lungo post scritto di getto e probabilmente poco convenzionalmente armonico, sappi che mi hai sopportato per un anno.. Puoi sopportarmi ancora.
Un anno fa nasceva questo blog, che non sapevo ancora cosa sarebbe precisamente diventato.
Ma sono felice di quello che è.

E sono felice di quello che sono.

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Commenti

le cose poco convenzialmente armoniche sono a volte le più belle…le più vere, le più sorprendenti!
le convenzioni sono fatte x essere infrante…come le regole…fai quello che ti senti!!vai così che vai alla grande!

non devi giustificare quello che scrivi e il come lo scrivi, non ha nessuna importanza se sia poco armonico o invece lo sia: la gente confonde i giudizi con i propri gusti personali, molto spesso non si rende conto che quello che dice si ripercuote nella persona a cui lo dice..però nelle tue parole mi è parso di notare, oltre al tono di accusa verso un modo di agire convenzionale, anche un atteggiamento di insoddisfazione personale mascherato dietro spiegazioni sul tuo modo di vivere…o mi sbaglio..?

è quello che penso anche io quando le persone mi accusano che passare il pomeriggio a guardare cartoni animati non sia adatto alla mia età. *annuisce convinta*

@juLE: grassie^^

@miki: nono, non era insoddisfazione personale…era un moto di ribellione rispetto alle convenzioni che ci opprimono

@sofia: non ascoltarli!!! guarda one piece anche di notte, anzi… scaricati le puntate sul cellulare e guardale di mattina!! =P

Le convenzioni hanno nascosto la “verità”, le persone si sono attaccate alla “cornice” e si spaventano a guardare il quadro, la “verità” sembra strana, maleducazione, ma per me è l’unica strada anche se la percorrerò da solo______________________

Hai ragione, anche io odio le convenzioni ma poi mi adeguo, come la maggior parte delle persone, per essere accettata ed integrata nella società. Anche io non sopporto chi va in Chiesa perchè proprio quel giorno ci si deve andare, oppure chi veste in un certo modo per uniformarsi alla massa o ancora chi ti giudica perchè non fai o dici quello che tutti fanno e dicono. Più passa il tempo e più mi rendo conto che non voglio aderire a certi stereotipi di comportamento e convenzioni sociali; vorrei solo essere lasciata libera di esprimermi per quello che sono senza che qualcuno mi dica che potrei fare diversamente o addirittura mi giudichi e disprezzi. Forse l’unico per essere liberi è quello di frequentare solo chi ci fa stare bene e ci accetta per quello che siamo, senza falsità e ipocrisia. A presto

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