Nebbia
Due anni fa ero in montagna, da mia nonna. E si era alzata una nebbia fittissima! Non si riusciva a vedere a più di uno-due metri di distanza.
È stato curioso il sentimento che ha suscitato in me.. Isolato, mi sono sentito come se fossi solo al mondo, e contrariamente a quanto si può pensare, non ero affatto spaventato o malinconico. Ero felice.
Felice perché mi sentivo libero, ero solo, stavo bene.
Quando mi vedo libero, di solito ho due versioni.. Quella invernale, seduto su una poltrona davanti ad un caminetto mentre fuori nevica.
E quella primaverile, in un grande prato verdissimo con le piante in fiore, il cielo azzurro e il silenzio assoluto.
Questi scenari hanno in comune l’assenza di qualunque apparecchio tecnologico (pc, telefono, internet..), un silenzio assoluto (rotto al massimo dal crepitio del fuoco), la solitudine e un buon libro da leggere.
Credo che se potessi trovarmi in una condizione simile, ne uscirebbe un Alex migliore.
Il silenzio è indispensabile, perché i rumori e la confusione della vita ci impediscono di ascoltare noi stessi.
Vorrei essere libero e felice. Per un breve momento, e poi tornare alla vita normale.
Perché per quanto bello, non può durare a lungo senza gli affetti e le amicizie che vivo tutti i giorni.
Ti piace questo post? Lasciami un commento e partecipa alla discussione, oppure iscriviti al mio Feed RSS o alla mia Newsletter e rimani costantemente aggiornato sulle novità.
Tutti i contenuti sono pubblicati sotto una licenza Creative Commons






bello *_*condifvido abbastanza quello che hai scritto…
Però, se provo ad immaginarmi libera mi viene di più alla testa l’immagine di una città straniera, magari in Giappone, in cui non conosco nessuno e posso scegliere come andare avanti. Con tantissima gente intorno, ma che non si accorge di me. lì si che mi sentirei libera.
Sola in un prato sarebbe una cosa troppo temporanea, saprei di dover tornare necessariamente alla mia vita reale